In primo piano

A. Gullo-F. Mazzacuva (a cura di), Ricchezza illecita ed evasione fiscale, Cacucci, 2016 - Atti del IV convegno dei Giovani penalisti (Roma, Università Luiss, 20 novembre 2015)

Atti del VII seminario di formazione interdottorale di diritto e procedura penale “Giuliano Vassalli” per dottorandi e giovani penalisti (SII - AIDP Gruppo italiano - Noto, 11-13 novembre 2016).

Storia dell’Associazione 

 

L’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DI DIRITTO PENALE (A.I.D.P.): OLTRE UN SECOLO DI DEDIZIONE ALLA GIUSTIZIA PENALE ED AI DIRITTI DELL’UOMO *

 

I - Storia e filosofia dell’Associazione 

L’Associazione internazionale di diritto penale fu fondata a Parigi il 24 marzo 1924. Non si trattava, tuttavia, di un’organizzazione completamente nuova composta da specialisti in materia penale, quanto piuttosto di una riorganizzazione dell’Unione internazionale di diritto penale che era stata fondata a Vienna nel 1889 e che si era dissolta a seguito della Prima Guerra Mondiale. La storia dell’Unione, vero e proprio predecessore dell’Associazione, deve ritenersi anch’essa una parte fondamentale della storia dell’Associazione. Per questo, quando si è tenuto a Vienna il quattordicesimo Congresso internazionale dell’Associazione, dal 1 al 7 ottobre 1989, se ne è celebrato il centenario. Da questo punto di vista, l’Associazione è sicuramente la più antica organizzazione mondiale di specialisti in materia penale ed uno dei più antichi sodalizi scientifici del mondo.

L’Unione era stata fondata nel 1889 da tre eminenti penalisti, Franz Von Liszt di Marburg, Gérard Van Hamel di Amsterdam e Adolphe Prins di Bruxelles, i quali condividevano gli stessi valori e gli stessi interessi rispetto alla crisi storica che cominciava a manifestarsi all’epoca. In breve tempo, nel corso degli ultimi decenni del XIX˚ secolo, numerosi paesi occidentali avevano infatti conosciuto un considerevole incremento dell’ampiezza del fenomeno criminoso e delle reazioni repressive contro di esso. Questa recrudescenza del crimine era determinata sostanzialmente dalla rapida industrializzazione dell’Europa, dal simultaneo declino dell’agricoltura e dell’artigianato e dallo slittamento demografico che tale declino aveva provocato dalle zone rurali verso le zone urbane. I legislatori furono allora tentati, come lo sono oggi, di allargare il numero e la portata delle incriminazioni formulate nei codici penali e di aumentare le pene corrispondenti. La fondatezza di una simile politica era divenuta oggetto sia di dibattito intellettuale che di pubblica discussione. In ragione della profonda inquietudine ispirata dalle tendenze sempre più repressive che apparivano allora in Europa, i Professori Von Liszt, Van Hamel e Prins decisero pertanto di costituire una organizzazione capace di raggruppare sia penalisti che criminologi, al fine di coprire ogni aspetto delle “scienze criminali”, come si usava dire all’epoca. Questa tradizione trovava ancoraggio nel lavoro di illustri riformatori in campo penale, come Cesare Beccaria e Jeremy Bentham, nelle opere filosofiche di Montesquieu e di Voltaire e nella filosofia sociale di Rousseau. Del resto, proprio le filosofie umaniste ed universaliste espresse da questi diversi angoli visuali trovano attualmente una concreta formulazione nel moderno approccio al tema dei diritti dell’Uomo che l’associazione continua a promuovere.

Ma i fondatori dell’Unione non cercavano soltanto di far progredire idee più liberali o impostazioni più individualistiche nel diritto penale: non reagivano semplicemente alla tendenza repressiva della legislazione penale della loro epoca. Ciò che volevano era la creazione di una tribuna che consentisse agli intellettuali, ai docenti ed ai professionisti del diritto penale di riunirsi stabilmente, di scambiare le loro opinioni, di esprimere le loro preoccupazioni, ed in definitiva di avere un’incidenza positiva e costruttiva sullo sviluppo della politica criminale. All’epoca la nozione di politica criminale rappresentava una tecnica nuova, diversa dai rigidi approcci tradizionali che avevano caratterizzato il diritto penale alla vigilia del XX˚ secolo. I loro sforzi hanno aperto innanzitutto una nuova prospettiva alle scienze sociali e comportamentali. Questa nuova prospettiva era l’apertura ad altre discipline, anche se, rispetto al carattere multidisciplinare degli attuali lavori sulla giustizia penale, restava ancora molto limitata.

Durante il periodo che ha visto nascere l’Unione, la scuola dominante nel campo della criminologia e del diritto penale era la Scuola Positiva italiana. Due dei suoi principali rappresentanti, il criminologo Cesare Lombroso ed il giurista positivista Enrico Ferri, erano fra coloro che si opponevano fermamente ad un movimento sempre più importante, desideroso di porre un limite alla tendenza repressiva in materia penale. Ciò nonostante, Ferri divenne membro dell’Unione e, più tardi, uno dei fondatori dell’Associazione.

Un obiettivo specifico dell’Unione era quello di integrare, o quanto meno di armonizzare, tutti gli aspetti delle scienze criminali per come erano conosciuti allora. Gli esperti in diritto penale, a quell’epoca come ai giorni nostri, tendevano a distinguersi -sul piano professionale- dai criminologi, dagli studiosi del trattamento sanzionatorio, dai sociologi e dagli psicologi. L’Unione, e poi l’Associazione, ha cercato, e cerca ancora, di realizzare una fusione di queste diverse prospettive di studio in un unico insieme coerente e di incoraggiare tutte queste discipline a convergere affinché il loro impatto collettivo possa favorire la creazione di sistemi penali più efficaci e meglio integrati. Pertanto, l’Unione e l’Associazione, sin dalla loro fondazione, hanno costituito un luogo di sintesi non solo rispetto alla molteplicità delle discipline riferibili alle scienze criminali, ma anche rispetto all’integrazione dei diritti dell’Uomo con questo approccio multidisciplinare. Numerosi membri dell’Associazione, oltre a manifestare personalità variegate, seguono teorie o scuole di pensiero completamente diverse, se non diametralmente opposte. Proprio questo approccio multidisciplinare e questo ruolo di forum sono necessari all’evoluzione delle scienze criminali, specialmente dopo che i grandi dibattiti accademici sono passati di moda nei cenacoli moderni, dove il pragmatismo e le valutazioni amministrative impoveriscono sia i centri d’insegnamento che gli stessi studenti.

L’Associazione incoraggia la diversità dei concetti, delle ideologie e dei punti di vista in seno ai propri membri, così come lo studio degli aspetti multidisciplinari delle scienze criminali. Quest’apertura a tutte le posizioni scientifiche, altrettanto chiara nell’Unione che nell’Associazione, si manifesta nettamente negli attuali statuti del sodalizio ed è messa in luce dalle diverse attività dell’Associazione, alle quali partecipano i gruppi nazionali di ogni parte del mondo. E’ innegabile, in questo senso, che le attività dell’Associazione a partire dal 1924 attestino un profondo impegno per la realizzazione di una politica multidisciplinare globale.

Nel corso del tempo, però, apparve ineluttabile la conclusione che l’Associazione non potesse abbracciare una moltitudine di discipline senza esercitare un’egemonia nel campo delle scienze penalistiche. Non lo ha mai desiderato, né è mai stata in condizione di farlo. D’altro canto, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, un certo numero di organizzazioni specializzate nell’ambito della criminolgia, della scienza del trattamento, della politica criminale e della difesa sociale si sono sviluppate con autorità. Ciascuna di esse comprende diversi gruppi che rappresentano specialità distinte ed esprimono interessi e scuole di pensiero separati. Vi sono altre tre grandi associazioni che con l’A.I.D.P., hanno creato un comitato di coordinamento internazionale. Si tratta della Società internazionale di criminologia, della Società internazionale di difesa sociale e della Fondazione internazionale penale e penitenziaria. Questo raggruppamento di organizzazioni è oggi conosciuto sotto il nome delle “quattro grandi associazioni”.

Dal 1924, l’Associazione ha acquisito in alcuni settori uno status privilegiato al cospetto delle altre organizzazioni e della dottrina, degli esperti, dei governi e dei professionisti. Questi settori sono: 1) la politica criminale e la codificazione del diritto penale; 2) il diritto penale comparato; 3) il diritto penale internazionale; 4) i diritti dell’Uomo nell’amministrazione della giustizia penale.

Con riferimento al primo campo di attività, l’Associazione ha largamente contribuito allo sviluppo ed alla realizzazione degli sforzi di codificazione penale in un certo numero di paesi membri, soprattutto per quanto concerne il diritto penale generale. L’influenza dell’Associazione sulla codificazione deriva essenzialmente dalle frequenti riunioni dei suoi membri volte ad affrontare tematiche aventi un rapporto diretto con il processo di codificazione, quali i principi e le teorie sulla responsabilità, le politiche di incriminazione, la definizione degli illeciti e la determinazione delle pene. Non vi è dubbio che i congressi internazionali dell’Associazione, i suoi colloqui preparatori, le riunioni interregionali e le riunioni dei gruppi nazionali su questi temi abbiano avuto un impatto considerevole sullo sviluppo delle politiche nazionali di diversi paesi.

Per quanto riguardo il secondo settore al quale l’Associazione rivolge particolare interesse, ovvero il diritto penale comparato, era inevitabile che il gran numero di esperti di diverse parti del mondo riuniti in occasione degli incontri nazionali, regionali ed internazionali si fossero dedicati agli aspetti comparativi della giustizia penale. Già il semplice fatto che l’Associazione abbia fornito l’occasione per tali incontri ha favorito una specializzazione in diritto penale ed in procedura penale comparati. Ma il contributo maggiore che l’Associazione nell’ambito del diritto penale comparato si manifesta attraverso il suo colloquio quinquennale, nel quale vengono trattati quattro grandi temi dal punto di vista delle singole legislazioni nazionali. I quattro volumi della Revue internationale de droit pénal che appaiono dal quarto al quinto anno di ogni ciclo quinquennale mostrano la ricchezza della dottrina giuridica collettiva generata dall’Associazione. Nessun altro sodalizio scientifico produce tanti studi di diritto comparato nel campo della giustizia penale.

Il terzo ambito di specializzazione dell’Associazione, il diritto penale internazionale, ha evidenziato una vocazione più specifica e particolarmente determinata che l’Associazione ha sviluppato attraverso le attività istituzionali e quelle dei suoi singoli membri. Durante il XIX˚ secolo, i penalisti condividevano le inquietudini degli altri giuristi a proposito dello stato di guerra o di preparazione alla guerra quasi permanente che caratterizzava l’Europa dell’epoca. L’Unione stessa si è dissolta quando è scoppiata la Prima Guerra Mondiale ed è solo nel 1924 che coloro che erano ancora membri dell’Unione e coloro che si interessavano al suo ruolo ed ai suoi obiettivi poterono ritrovarsi nuovamente per creare l’Associazione. Ma questo periodo è stata caratterizzato anche da grandi preoccupazioni in merito alle relazioni internazionali e della inquietante situazione delle vicende mondiali. L’Associazione svolge tuttavia un ruolo di pioniere nella codificazione del diritto penale internazionale e, come vedremo più avanti, nella fondazione di una corte penale internazionale.

Infine, per quanto concerne il quarto ambito di specializzazione, la protezione dei diritti umani nell’amministrazione della giustizia penale, l’Associazione, sin dalle sue origini nel 1899, assume una chiara posizione di sostegno e contribuisce a promuovere lo “Stato di diritto” e la nozione di “processo equo”. In occasione dei suoi congressi, uno degli argomenti riguarda sempre la procedura penale e coinvolge pertanto la tutela processuale dei diritti dell’accusato. Il contributo più significativo dell’Associazione è probabilmente la realizzazione di un progetto di convenzione contro la tortura, sottoposto nel 1978 alla sottocommissione delle Nazioni Unite per la prevenzione delle discriminazione e la tutela delle minoranze. Questo progetto di convenzione, predisposto da Niall McDermot, Segretario Generale della Commissione internazionale dei giuristi, e dal sottoscritto, era stato poi rivisto da una commissione di esperti riuniti all’I.S.I.S.C. di Siracusa nel 1977.A seguito di questa riunione, abbiamo preparato un commentario pubblicato sulla R.I.D.P. Il progetto di convenzione dell’A.I.D.P. fu successivamente incorporato ad una proposta svedese e la Convenzione è stata poi adottata nel 1984.

 

II - Verso la fondazione di una corte penale internazionale 

La breve speranza di una pace seguita alla Prima Guerra mondiale fu rapidamente violata dall’ascesa di alcuni regimi totalitari e dalle minacce di guerra imminente che questi provocavano. Anche questo periodo si è rivelato difficile per i penalisti che vedevano convertirsi i sistemi di diritto penale di molti paesi in strumenti di repressione volti a realizzare obiettivi politici, un procedimento contrario alle tradizioni di un diritto penale illuminato che viene oggi considerato una violazione dei diritti fondamentali dell’Uomo. L’Associazione si è sempre occupata dei problemi di diritto penale internazionale e della responsabilità degli autori di crimini internazionali.

I membri dell’Associazione, dalla metà degli anni venti, sono stati particolarmente attivi nello sviluppo del diritto penale internazionale. Basti ricordare il ruolo di Vespasian V.Pella nella redazione e nell’adozione della Convenzione del 1937 per la prevenzione e la repressione del terrorismo e del Protocollo per la creazione di una corte penale internazionale.

L’Associazione ha giocato un ruolo importante in seno alla Società delle Nazioni, attraverso i suoi membri e l’allora Presidente Vespasian V.Pella, che era ministro e rappresentante della Romania alla Società delle Nazioni. In seguito e soprattutto a partire dal 1975, l’Associazione è stata parte attiva nel campo del diritto penale internazionale. Nel 1950 è stata accreditata come organizzazione non governativa (ONG) con status consultivo alle Nazioni Unite ed ha ottenuto nel 1970 uno status di O.N.G. e di osservatore al Consiglio d’Europa. Più tardi, nel 1983, ha beneficiato di una cooperazione privilegiata con l’Organizzazione degli Stati americani. L’Associazione è impegnata in numerose attività internazionali e coopera con molteplici organizzazioni regionali, intergovernative ed internazionali, e con altre O.N.G. Il ruolo e l’influenza dell’Associazione nel diritto penale internazionale è largamente riconosciuto, ed in occasione di ciascun congresso essa tratta come quarto tema un argomento di diritto penale internazionale. Più specificamente, l’AIDP ha promosso la fondazione di una corte penale internazionale permanente sin dall’origine attraverso le sue attività, incontri e pubblicazioni, così come ai suoi congressi e tramite le attività organizzate insieme all’ISISC. I lavori dell’autore di queste righe durante il suo mandato di Segretario Generale e di Presidente proseguono altresì questa tradizione.

 

III - Struttura dell’Associazione e adesioni 

L’adesione all’Associazione è aperta a tutti i giuristi, ed in particolare ai penalisti, criminologi e specialisti del comportamento e delle scienze umani, che sono interessati dalla scienza criminale. Tutti, senza alcuna distinzione o discriminazione, possono aderire. L’Associazione conta circa 3000 aderenti e corrispondenti a titolo individuale, nazionale o collettivo ripartiti in 97 paesi, oltre a 43 gruppi nazionali in attività, il che ne fa la più grande, oltre che la più antica, organizzazione mondiale nell’ambito della giustizia penale.

Per quanto le adesioni individuali costituiscano il mezzo principale per raggiungere l’Associazione, quest’ultima vede altresì delle adesioni di gruppi o settori nazionali. Al fine di facilitare le cose, specialmente sul piano finanziario ed amministrativo, l’Associazione consente l’iscrizione indiretta: dei membri individuali possono beneficiare dell’adesione con l’intermediazione di un gruppo nazionale. Le adesioni di gruppo sono riservate alle sole istituzioni. Se questa forma di adesione non comporta il diritto di voto all’interno dell’Associazione, in particolare all’assemblea generale che si riunisce al Congresso quinquennale, coloro che aderiscono attraverso i loro gruppi nazionali non sono invece privati degli altri vantaggi derivanti dalle attività scientifiche dell’Associazione. Le adesioni di gruppo sono in ogni caso riservate alle organizzazioni scientifiche, ai gruppi di ricerca e ad alcuni enti pubblici.

 

IV - Struttura amministrativa dell’Associazione 

Gli organi dell’Associazione sono i seguenti: l’Assemblea generale dei membri, che si riunisce in autunno ogni cinque anni, in occasione dei congressi; il Consiglio di direzione, che si riunisce tutti gli anni, di regola a Parigi fra l’ultima settimana di maggio e la seconda di giugno; il Comitato esecutivo, che si riunisce due volte l’anno, una volta a Parigi in concomitanza con la riunione annuale del Consiglio e un’altra volta in dicembre a Siracusa in concomitanza con la riunione annuale del Consiglio di Direzione dell’ISISC; il Comitato della Rivista, che si riunisce prima o dopo la riunione del Comitato esecutivo a Parigi o Siracusa; il Comitato scientifico che si riunisce a Parigi dopo la riunione annuale del Consiglio. Il Consiglio ed i Comitati possono anche riunirsi quando e dove lo reputino opportuno.

In occasione di ogni congresso quinquennale, i membri eleggono un Consiglio di direzione che comprende, dal 1994, quarantanove membri con un mandato di cinque anni. L’Assemblea generale elegge altresì il Presidente, il Segretario generale e, dal 1974, un certo numero di segretari generali aggiunti (al fine di promuovere la rappresentanza regionale) che esercitano anch’essi il loro mandato per cinque anni. Tutti i gruppi nazionali sono rappresentati al Consiglio di Direzione. Il servizio attivo dei membri del Consiglio è riconosciuto attraverso la categoria dei vice-presidenti mentre gli specifici servizi precedentemente resi all’Associazione sono presi in considerazione per l’elezione a presidente onorario (solo per gli ex-presidenti), vice-presidente onorario o socio onorario.

La composizione del Consiglio riflette la varietà dei dati geografici e dei sistemi giuridici del mondo. Ma l’elezione al Consiglio si fonda altresì sulle azioni personali eminenti e su un lavoro individuale apprezzabile presso l’Associazione.

La lista dei membri del Consiglio di direzione, passati e presenti, che appare sulla rivista, evidenzia l’elevato numero di personalità di fama mondiale che fanno parte o hanno fatto parte del Consiglio. Fra esse si rinvengono un ex capo di Stato e diversi ministri della giustizia, procuratori generali, presidenti e giudici di corti supreme, presidi di università e rettori di facoltà di giurisprudenza, direttori d’istituti specializzati, eminenti professori di diritto ed alti funzionari.

I membri dell’Associazione, ed in particolare i membri del Consiglio, si collocano fra gli esperti più autorevoli ed apprezzati del mondo. Quali membri della comunità scientifica ed alti funzionari dei rispettivi paesi, conferiscono all’Associazione una fama ed un prestigio incomparabili in ambito nazionale ed internazionale. E’ inoltre particolarmente visibile che in occasione delle conferenze internazionali e nel corso delle attività delle Nazioni Unite, i membri dell’Associazione figurano in buona posizione in seno alle delegazioni nazionali e fra gli ufficiali internazionali.

La presenza dell’Associazione alla Conferenza delle Nazioni Unite sulla prevenzione degli illeciti ed il trattamento dei delinquenti (di seguito “Conferenza delle Nazioni Unite”) è la più importante dal 1955. Da anni, il capo della Direzione di prevenzione degli illeciti delle Nazioni Unite, il professor Gerhard O.W. Mueller è uno dei membri preminenti dell’Associazione ed uno dei suoi vicepresidenti. L’Associazione fa parte inoltre delle “quattro grandi associazioni” e presenta sempre un contributo alle conferenze delle Nazioni Unite in uno dei suoi campi di elezione. E’ così che alla Conferenza di Ginevra del 1975, il Professor Bassiouni, nuovamente eletto (1974) Segretario generale dell’Associazione, è stato eletto vice-presidente onorario di questa Conferenza e che in occasione della nona Conferenza, tenutasi al Cairo nel 1995, l’autore di queste righe, quale Presidente dell’Associazione, è stato invitato a prendere la parola davanti all’assemblea generale della Conferenza. In quella sede, l’Associazione è stata poi co-organizzatore ufficiale, insieme agli Stati Uniti, del seminario sull’estradizione.

Nel 1994, il Congresso di Rio ha istituito un Comitato scientifico, presieduto dal Presidente dell’Associazione, con uno dei vice-presidenti, il Professore Reynald Ottenhof, come coordinatore. Oggetto dell’attività del Comitato scientifico è la preparazione delle questioni scientifiche da sottoporre al Consiglio di direzione. Il Comitato della Rivista è invece un organo autonomo, presieduto dal direttore della Rivista. Il redattore capo supervisiona i lavori del Comitato di redazione.

 

V - Le pubblicazioni 

Dal 1889 al 1913, l’Unione ha pubblicato il Bollettino dell’Unione internazionale di diritto penale. Dal 1924, l’Associazione pubblica la Rivista internazionale di diritto penale, che è attualmente al suo settantacinquesimo anno con oltre 1.500 abbonamenti istituzionale in più di sessanta paesi. La Rivista appare due volte l’anno e pubblica anche, nel quinto anno di ciascun ciclo, quattro numeri per ogni congresso. Sebbene la Rivista sia pubblicata di norma in francese es in inglese, le due lingue ufficiali dell’Associazione, anche lo spagnolo è talvolta pubblicato, a testimonianza di una evoluzione progressiva del sodalizio verso l’utilizzo di quest’ultima lingua.

La Rivista è largamente diffusa sul piano internazionale ed ha acquisito su questo piano una notevole influenza scientifica e culturale. Alcuni numeri, in particolare quelli che contengono i rapporti sui colloqui preparatori del congresso dell’Associazione, sono pubblicati dai gruppi nazionali. Il gruppo nazionale del paese ospitante il Congresso pubblica inoltre gli atti del Congresso e li distribuisce ai partecipanti. L’Associazione pubblica inoltre un Bollettino annuale, predisposto dal Segretario Generale, al fine di fornire ai membri le informazioni riguardanti le attività dell’Associazione ed i gruppi nazionali.

Nel 1976, l’Associazione ha inaugurato una nuova serie di pubblicazioni, i Nuovi studi penali. Essi contengono i resoconti di riunioni specializzate dei gruppi nazionali, i lavori particolari delle commissioni di esperti su specifici argomenti di interesse internazionale e gli atti delle conferenze tenute all’Istituto superiore internazionale delle scienze criminali, a Siracusa, sotto gli auspici scientifici dell’Associazione.

Le pubblicazioni dell’Associazione hanno un particolare valore scientifico e sono di notevole beneficio per gli autori, per gli esperti, per gli studenti e per le organizzazioni internazionali, in particolare per le Nazioni Unite e per il Consiglio di Europa. Inoltre, queste pubblicazioni aiutano considerevolmente gli studiosi, gli esperti e i legislatori dei paesi in via di sviluppo. Il loro impatto è stato particolarmente importante per l’ex-Unione Sovietica e per i paesi dell’Europa centrale ed orientale che si trovavano sotto un regime “socialista” dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Per lunghi anni, la Rivista è stata il principale legame, se non il solo, fra penalisti di una parte e dell’altra della “cortina di ferro”.

 

VI - Congressi internazionali 

Dal 1926 l’Associazione ha organizzato dei Congressi internazionali periodici, ed a partire dal 1964 ogni cinque anni. I congressi si sono tenuti a Bruxelles, in Belgio (1926); Bucarest, Romania (1929); Palermo, Italia (1933); Parigi, Francia (1937); Ginevra, Svizzera (1947); Roma, Italia (1953); Atene, Grecie (1957); Lisbona, Portogallo (1961); L’Aia , Olanda (1964); Roma, Italia (1969); Budapest, Ungheria (1974); Amburgo, Germania (1979); Il Cairo, Egitto (1984); Vienna, Austria (1989) e Rio de Janeiro, Brasile (1994). Il Congresso di Rio ha ricevuto più di 1.300 persone provenienti da 67 paesi. Ogni congressi dura una settimana e copre quattro temi riconducibili ad uno dei seguenti campi: 1) diritto penale generale; 2) procedura penale; 3) diritto penale speciale o procedura penale speciale; 4) diritto penale internazionale.

Dal 1960 per facilitare lo svolgimento del congresso, l’Associazione organizza quattro colloqui preparatori, ai quali assistono i relatori nazionali dei paesi che presenterano una relazione al congresso. I relatori nazionali, compresi fra venti e quaranta, si riuniscono sotto la direzione del gruppo nazionale ospitante per esaminare i diversi rapporti nazionali ed il progetto di rapporto generale del relatore generale (rapporto fondato sui rapporti nazionali). I relatori preparano il progetti di risoluzioni che sarà discusso dal Congresso. Tutti questi rapporti sono pubblicati in un volume della Rivista dal paese ospitante. I progetti di risoluzione predisposti in occasione dei colloqui preparatori sono successivamente discussi e votati dal congresso. Questo lavoro preliminare facilita l’opera dei numerosi partecipanti al congresso. Tuttavia le risoluzioni sono adottate esclusivamente dai soci votanti all’assemblea generale in occasione di ciascun congresso.

Sono i gruppi nazionali ad organizzare ed accogliere i colloqui preparatori. Inoltre, diverse conferenze locali e regionali sono stabilite ogni anno dai gruppi nazionali su argomenti connessi alle finalità dell’Associazione. Negli ultimi venticinque anni, delle conferenze di questo tipo si sono svolte in numerosi paesi, fra i quali: Austria (Vienna), Brasile (Rio de Janeiro),  Bulgaria (Varna), Canada (Ottawa); Cecoslovacchia (Praga), Costa d’Avorio (Abidjan), Egitto (Il Cairo ed Alessandria), Finlandia (Helsinki), Francia (Parigi e Pau), Germania Est (Postdam), Germania Ovest (Friburgo e Wuzberg), Giappone (Tokio), India (Nuova Delhi), Italia (Napoli, Roma, Siracusa ed Urbino), Jugoslavia (Zagabria), Polonia (Varsavia e Popowo), Senegal (Dakar), Spagna (Madrid e Toledo), Stati Uniti (Chicago, New Orleans, New York, San Francisco e Washington), Svezia (Stoccolma), Svizzera (Interlaken), Tunisia (Hammamet), Ungheria (Balaton e Budapest), ed U.R.S.S. (Mosca). Questa lista di paesi e di città mette in luce la presenza dell’Associazione nel mondo.

 

* Traduzione dell’articolo pubblicato nel 1999 sulle “Nouvelles études pénales” dall’allora Presidente dell’A.I.D.P. M. Cherif Bassiouni